Scuola delle Arti del Chaco Boliviano

Chaco Boliviano

Martedì 24 settembre 2013, presso il Ristorante Villa “Il Palagio” a Scarperia, il Rotary Club Mugello ha organizzato un affascinante Caminetto per un service di respiro internazionale a favore della formazione, del recupero e della diffusione della cultura, musicale ed artistica, del popolo Guaranì nel Sud America. Ospiti della serata il medico-artista Mimmo Roselli, Padre Tarcisio Ciabatti e Padre Giovanni Roncari dell’ordine francescano e il progetto della Scuola delle Arti visive e della Musica nel Chaco Boliviano.
L’intervento del Rotary Club Mugello nel progetto vuole sottolineare e dimostrare la sensibilità nei confronti di queste popolazioni e l’impegno a favore del miglioramento delle loro condizioni socio-economiche e culturali.
Prima di addentrarsi nel progetto, Mimmo ha descritto geograficamente la sfera d’azione e le città sudamericane che costituiscono il Chaco Boliviano. Si tratta di un ampio territorio compreso tra Bolivia, Brasile, Argentina e Paraguay nel quale è situato il Chaco, una regione di mezzo fra la foresta del sud-est della Bolivia e la pampa argentina, territorio abitato dagli Indios Guaranì.
Le città interessate dalla Scuola delle Arti sono tre: Santa Rosa, Palmarito e Ipitacito del Monte.
Dal 1975 il frate francescano Padre Tarcisio Ciabatti lavora a contatto con il popolo Guaranì, promuovendo il recupero della loro identità, il miglioramento delle condizioni di vita igienico-sanitarie, il recupero, con conseguente promozione, della cultura Guaranì (letteratura, lingua, musica, artigianato e arti). L’attività di Padre Tarcisio si è incontrata con quella del medico-artista Mimmo Roselli che, nel 2007, nell’antico monastero francescano di Santa Rosa de Cuevo, realizza la Scuola delle Arti e della Musica del Chaco Boliviano.
Dopo aver restaurato parte del monastero, grazie al supporto finanziario della Fondazione Michelucci di Fiesole, della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, del Comune, della Provincia e del Rotary Club di Prato, Mimmo Roselli ha promosso la creazione di quella Scuola intesa come luogo di ricerca e formazione specialistiche per la Musica e le Arti visive, non solo per la popolazione indigena locale ma per tutte quelle dello stato boliviano.
Grazie al sostegno della Dulcimar Fondation pur la Musique, nelle tre città sono state istituite scuole di base musicale ed artistiche a stretto contatto con l’istituzione di riferimento, la Scuola di Musica di Urubichà, situata a circa 1.000 Km a nord delle zone di intervento.
Il legame tra l’America Latina e la Toscana tutta è dato dalla figura di Domenico Zipoli, il “musicista tra gli indios”, come lo definisce Massimo Luconi. Domanico Zipoli nasce a Prato nel 1688 e muore a Cordoba (Argentina) nel 1726. È stato un compositore italiano di fama mondiale che ha lavorato prima nella città natale, poi in Spagna e poi nel Sud America, a stretto contatto con i Guaranì, divenendo Maestro di coro e Organista nella Chiesa dei Gesuiti di Cordoba, nonché missionario nella terra del Chaco Boliviano. A seguito dell’espulsione dei Gesuiti dal Sud America, nel 1767, le testimonianze musicali sembrarono esser perdute, le poche rovine e i pochi oggetti ritrovati divennero presto pezzi da museo o entrarono a far parte di collezioni private nel resto del mondo. Nulla era rimasto della Musica di Domenico Zipoli che veniva lì eseguita.
MA CI AVEVA PENSATO LA NATURA.
Per oltre 300 anni aveva protetto un tesoro dal valore inestimabile. Nella provincia di Chiquitos, in Bolivia, nel 1972, l’architetto svizzero Hans Roth ritrova, nella foresta boliviana, undici chiese e altrettanti villaggi di Indios Guaranì che avevano continuato a vivere secondo gli insegnamenti gesuiti; qui erano custoditi ben oltre 5.000 manoscritti di musica sacra originale, molti dei quali del pratese Domenico Zipoli. Ha così avuto inizio l’opera di trascrizione da parte dei maggiori musicologi, fra i quali Padre Piotr, oggi Direttore dell’Archivio storico “Domenico Zipoli” a Concepcìon.
Ed ecco il ponte culturale che collega la Toscana alla Bolivia, l’importante e significativo legame che va a costituirsi tra il Rotary Club Mugello e la Scuola delle Arti e della Musica del Chaco Boliviano. Il Rotary Club Mugello si fa portavoce della crescita e dell’espressione dei giovani Guaranì, contribuendo all’acquisto di strumenti musicali (violini, viole e violoncelli) per gli allievi delle tre sedi della scuola, consentendo loro di proseguire nella loro formazione e, a sua volta, diventare docenti in grado di trasmettere quei valori educativi e morali che, dopo la soddisfazione dei bisogni primari, come sottolineato da Mimmo Roselli e da Padre Tarcisio, elevano lo spirito fino al divino.

L’ufficio stampa del RC Mugello
Dr. Sabrina Landi Malavolti